Turismo e mobilità giovanile
Chi ha partecipato: Andrea, Francesca, Andrea, Marta, Marco, Emma, Stefano, Roberta, Francesca, Benedetta, Giorgia, Susanna.
Il gruppo sostiene che il turismo giovanile a Genova, nonostante la ricchezza culturale, storica, artistica e associazionistica della città, sia un tema su cui le istituzioni non investono e che possa invece avere un ampio margine di sviluppo. Il turismo tradizionale (conosco la città solo dai suoi monumenti), oggi largamente in uso, non nasce più dalla curiosità del viaggiatore ma è consumo di esperienza, di luoghi e di territorio: bisogna investire al contrario su un turismo alternativo, di tipo esperienziale, che metta in rete i giovani, le loro idee.
Il gruppo è d’accordo nella necessità di investire su percorsi di turismo alternativo, in contrapposizione ai “pacchetti” turistici classici questo tipo di turismo alternativo potrebbe essere gestito da associazioni che diventino raccordatori tra chi arriva a Genova e chi conosce aspetti, situazioni, esperienze di Genova non consuete. Un suggerimento è quello di creare database di persone, elenchi che raccolgano disponibilità di situazioni o associazioni disponibili ad accogliere. Lo sviluppo di questo tema potrebbe diventare anche un’opportunità lavorativa per i giovani di Genova.
Secondo i ragazzi poi è necessario favorire l’aggregazione di realtà associative e realtà imprenditoriali (es. progetto di Cine Porto), che potrebbero diventare punti di interesse culturale e artistico a livello europeo. Un elemento importante è il far nascere questi progetti di turismo dal basso, mediando fra la spinta entropica delle singole e differenziate realtà e il massimalismo dei progetti che vengono dall’alto.
Il turismo inoltre non deve convergere solo sul centro della città ma valorizzare le periferie come luoghi non consueti di ricchezza culturale e esperienziale. Un’esigenza del contemporaneo è recuperare l’idea che il mondo sia complesso e il turismo potrebbe avere proprio il ruolo di far conoscere le differenze, le singole realtà come alternativa al pensiero globalizzato e massificato.
Vengono messi in luce poi problemi molto concreti che non aiutano lo sviluppo del turismo come per esempio il problema della mobilità a Genova, cioè la mancanza di mezzi pubblici, la difficoltà a spostarsi all’interno della città, per questo si chiede l’investimento su proposte alternative: il bikesharing, autobus dedicati, soluzioni per far spostare i giovani.
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Nuove forme di abitare. Giovani e territorio
Chi ha partecipato: Emilia, Francesca, Giusy, Marta, Francesca, Stefano, Sara, Matteo,Andrea, Roberta, Susanna,Irene.
La proposta unisce due aspetti interessanti, il tema dell’abitare e dell’attivazione verso il proprio territorio. In Spagna il progetto prevede che i giovani possano abitare gratuitamente in una casa ed in cambio garantiscano la disponibilità a sviluppare progettualità sul territorio. A Genova diversi immobili sono abbandonati, di conseguenza tramite questo tipo di iniziativa potrebbero essere riqualificati e restituiti alla collettività con un forte impatto sociale, contribuendo inoltre alla costruzione di percorsi di autonomia di giovani che al momento faticano ad uscire di casa. Inoltre è un viatico per valorizzare competenze, per stimolare la creatività e per responsabilizzare i giovani verso il proprio territorio.
Criticità: burocrazia, interesse, risorse dell’istituzione. In che modo è possibile costruire dal basso una relazione progettuale su questo tema con l’ente pubblico? Quali realtà giovanili sono in grado al momento di costruire una proposta forte e credibile? Quali strategie vanno messe in atto per costruire un soggetto che si faccia promotore di queste istanze? In che modo è possibile rendere sostenibile per le associazioni un investimento di questo tipo?
Ipotesi operative: mappare le strutture che potenzialmente si prestano alla realizzazione del progetto. Intercettare esperienze italiane che ci raccontino i loro percorsi.


Giovani Liguria
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