Nuove tecnologie mediatiche e le relazioni
Chi ha partecipato: Paolo, Michelangelo, Roberta, Tommaso, Elisabetta, Maria elena, Stefano, Emma, Viviana, Marta, Susanna, Elisa, Davide, Alice, Carlo.

Il tema delle nuove tecnologie sta prendendo campo sempre di più e si vive quotidianamente, lo viviamo nei nostri studi, nel nostro tempo libero, nel lavoro, ecc. Che cosa si può fare con le nuove tecnologie? Consumo? Partecipazione? Attraverso il web 2.0 si possono creare nuove relazioni. C’è il rischio di rimanere sommersi dall’utilizzo dei nuovi media, è un rischio di impoverimento. Miseria Simbolica: perdita del saper fare e del saper vivere.

Come ci comportiamo con le nuove tecnologie? Trasformazione di spazi, tempi, relazioni, per esempio del lavoro. La stessa tecnologia che c’è può essere utilizzata in modo profondamente diverso, sia a livello professionale che intimo. Si potrebbe veicolare cultura, ma c’è una mancanza di consapevolezza critica nell’utilizzo i nuovi mezzi. Si è in possesso di tecnologia potente, che  – se utilizzata nelle sue effettive potenzialità – permetterebbe di creare una consapevolezza nell’accesso alla cultura e una democratizzazione. Manca un’etica della tecnologia.

È forse un problema generazionale? L’utilizzo dei mezzi dipende anche dall’età e dalle possibilità economiche. FB e altri network sono molto interessanti dal punto di vista antropologico. Bisogna capire dove sta il limite. È solo bisogno di apparire? Il problema sorge nel momento in cui FB diventa un mondo a se stante. C’è il rischio di un pensiero debole che trionfa. FB forse può essere considerato un serbatoio: bisogna esserci.

Sono interessanti le esperienze tipo Word Comune, hard disk condivisi, cioè la tecnologie di CLOUD COMPUTING (un unico polo utilizzato da tutti).

Problema: come faccio a fare proprio uno strumento se non mi rendo conto della vastità dei contenuti presenti in rete? La tecnologia deve essere un mezzo per veicolare cultura e non il contrario. La tecnologia permette di mettere una “pezza” alla carenza di relazioni sociali, ma rischio è di creare realtà virtuali. Esempi di riterritorizzazione delle relazioni. La rete ha la potenzionalità di trasformazione dei polli da batteria, in persone propositive. Quando ci sono situazioni estreme è più facile, quando invece si è in situazioni tranquille è più difficile stimolare la partecipazione.

Alfabetizzare su questi dispositivi è una chance di partecipazione anche per persone molto differenti. Ma come concretizzare? La tecnologia crea anche dei bisogni, dei bisogni sottotraccia. Il rischio è però quello di alimentare un populismo sfrenato. Quale soluzione? Forse è un problema di linguaggio. Se si riesce a trovare un linguaggio accattivante si riescono a veicolare anche contenuti di un certo tipo. Il Medium è il messaggio. Il messaggio sta nel mutamento delle relazioni che il mezzo offre. MA cosa si può fare a Genova rispetto all’interazione tra reale e virtuale? Si potrebbe parlare di un MEDIATTORE. Una nuova figura lavorativa? Il tema delle nuove tecnologie si interseca con il tema del Risveglio delle coscienze, della partecipazione.